



Un cittadino della zona di Venzolasca, fermato dai gendarmi per un controllo, ha risposto in lingua corsa agli agenti. Il fatto sarebbe avvenuto qualche mese fa, ma è stato reso noto solo ieri, da un suo conoscente.

Alla richiesta degli agenti di rispondere in francese, la persona si è rifiutata, sostenendo di avere diritto, in Corsica, di esprimersi in còrso, e che sarebbero stati loro in dovere di impararlo.

I gendarmi avrebbero nuovamente chiesto, non essendo in grado di comprendere le risposte dell’uomo, di esprimersi in lingua francese. Ai suoi persistenti rifiuti, sostiene l’interessato, gli agenti avrebbe infine deciso di multarlo, con un’ammenda di 135 euro.

Cercheremo di contattare il diretto interessato per ulteriori chiarimenti ma nel frattempo la notizia sta scatenando una piccola polemica sulle reti sociali. Da un lato c’è chi, pur essendo fieramente Corso, sostiene che l’atteggiamento dell’uomo è stato chiaramente ed esageratamente provocatorio. Dall’altro c’è chi invece sostiene che, a questo punto, anche turisti o cittadini stranieri che comunicassero con i gendarmi in inglese o una lingua diversa dal francese, dovrebbero essere multati.

Sono diversi i militanti che provano ad utilizzare la lingua corsa in ambiti pubblici, ad esempio per compilare gli indirizzi sulle buste delle lettere o gli assegni in banca, vedendoseli rifiutare con la richiesta di usare il francese, ma il fatto che si sostenga che in questo caso ci sarebbe stata una sanzione economica, fa naturalmente alzare i toni della discussione.